Il 19 Luglio 2013 dall'aula del tribunale di Voghera è uscito un segnale di giustizia che, seppur blando apre un percorso per arrivare ad una giustizia definitiva quando inizierà il dibattimento a carico degli altri otto imputati ex dirigenti Fibronit Broni , il 07 Ottobre 2013.
Il Giudice Luisella Perulli ha condannato ,l'Ing. Claudio Dal Pozzo ed ing.Giovanni Boccini ex dirigenti Fibronit, a 4 anni di carcere e 5 anni d'interdizione dai pubblici uffici,inoltre li ha condannati al pagamento delle spese processuali ed ad un risarcimento provvisionale a favore degli eredi delle vittime dell'amianto, con un importo variabile da 10.000 a 20.000. euro.
Una sentenza che lascia l'amaro in bocca,ma resta comunque un segnale positivo per l'inizio di un percorso ancora molto lungo. La commozione mi ha impedito fino ad oggi di riuscire a fare un commento razionale,forse perché avendo perso sia padre che madre per colpa dell'amianto killer mi sento troppo coinvolto nella situazione. Se vogliamo essere schietti e sinceri,dobbiamo ricordare che le indagini preliminari sono iniziate nel 2004. E solo nel 2013 abbiamo avuto questa prima sentenza. Di colpevolezza sicuramente ,ma non ci ha soddisfatti del tutto. Omicidio e disastro colposo non è certo la condanna che si auspicava per chi viene ritenuto in parte responsabile di questa strage immane. Il Boccini e il Dal Pozzo con probabilità hanno avuto forse un ruolo marginale nella situazione della strage di Broni. E gli altri otto imputati? Ovvio che gli altri otto imputati avevano un ruolo diverso con altri tipi di responsabilità all'interno della fabbrica maledetta.
Chiaramente nessun risarcimento potrà restituirci i nostri cari. Ma è anche giusto che chi viene ritenuto responsabile di questa immane strage sia tenuto a risarcire gli eredi delle vittime,tante volte in difficoltà economica proprio perché è mancata la colonna portante della famiglia.

Silvio Mingrino Presidente A.V.A.N.I.

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